Scopri il significato teologico e storico del Magnificat di Maria, un inno della Chiesa primitiva che esalta l'azione salvifica di Dio per i poveri e gli emarginati, nella prospettiva della comunità di Luca.
La parentela tra il Battista e di Gesù, che emerge dalle figure di Elisabetta e di Maria, è semplicemente una costruzione teologica con cui la comunità di Luca vuole evidenziare la superiorità di Cristo rispetto al Battista. Il fantastico canto del Magnificat che troviamo in Lc 1,39-56, che approfondiremo in una lectio specifica non è tanto una preghiera rivolta a Dio da questa giovane donna, bensì un canto intessuto di citazioni veterotestamentarie, che esalta la grandezza di Dio, il suo potere sulla storia e la sua vicinanza agli ultimi. È un canto messo in bocca a questa ragazzina ebrea che ci fa ricordare, come osserva il teologo Ortensio da Spinetoli “l’attività salvifica di Dio quale si è rivelata nel corso della storia israelitica”. Si tratta di un inno della chiesa primitiva che evidenza la spiritualità dei “poveri di YHWH” - gli anawim del tardo-giudaismo - che sono resi partecipi della redenzione. Nei racconti della comunità di Luca, Maria, donna povera nel Signore, è la figura spirituale di cui ci si serve per trasmettere questo messaggio. Maria ringrazia Dio perché l’ha scelta, come sceglie tutti noi, lei che è serva di bassa condizione sociale. Quello che Dio ha fatto nei confronti di Maria, Dio l’ha fatto e lo continua a fare anche per i poveri, i deboli, gli oppressi, gli emarginati, i derisi del mondo, tema centrale della seconda parte del Magnificat. Dio viene esaltato perchè, si dice nelle Scritture, “grandi cose ha fatto il Signore per noi”, ha rinnovato il mondo e lo rinnova ogni giorno e nel Magnificat “grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente”. Maria si fida ciecamente del suo Dio e si mette subito in cammino, in fretta e furia, come dovremmo fare noi mettendoci alla sequela di Cristo, perché tramite Cristo abbiamo ricevuto, nella Pasqua, l’annuncio del rinnovamento. Quando ci si affida a Dio, quando ci si rende disponibili all’ascolto e alla messa in pratica della sua Parola, quel famoso Pane di Vita, allora ci si rimbocca le maniche e non ci resta neanche il tempo di pensare agli ostacoli che incontreremo sulla nostra via. La fiducia in Dio è fonte di gioia inesauribile, e anche noi se ci affidiamo a Dio saremo come Maria ed Elisabetta e se ci mettiamo in ascolto della sua parola e la mettiamo in pratica.
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++Stefano