Amalie von Lasaulx: una vita tra carità e coraggio spirituale
Amalie von Lasaulx nacque il 19 ottobre 1815 a Coblenza, in Germania, figlia dell'architetto distrettuale Johann Claudius von Lasaulx e di Anna Maria Müller. Proveniente da una famiglia nobile e colta, crebbe in un ambiente ricco di stimoli intellettuali e culturali, circondata da numerosi ospiti e amici della famiglia. Fin da giovane, mostrò un carattere vivace e una grande passione per il pattinaggio su ghiaccio, un'attività insolita per una donna dell'epoca. Dopo aver frequentato una scuola privata femminile superiore, manifestò un forte interesse per la vita religiosa e la carità, ispirata anche dall'influenza delle Suore della Carità di San Carlo Borromeo, presenti a Coblenza dal 1826. Dopo un iniziale fidanzamento con un giovane medico, che terminò a causa della delusione per il suo carattere, Amalie decise di dedicarsi alla vita religiosa. Nel 1840 entrò nel noviziato delle Suore della Carità di San Carlo Borromeo a Nancy, dove assunse il nome di Suor Augustine. Dopo l'anno di prova, emise i voti perpetui il 17 settembre 1843 e fu formata come farmacista. Prestò servizio all'ospedale di Aquisgrana, dove strinse amicizia con Joseph Hubert Reinkens, futuro primo vescovo vetero-cattolico e suo biografo. Nel 1849 fu nominata superiora del nuovo Ospedale Civico di San Giovanni Battista a Bonn, gestito dalle Suore della Carità. Durante il suo servizio, si dedicò instancabilmente all'assistenza dei malati e alla gestione della farmacia ospedaliera. Durante le guerre del 1864 e del 1866, prestò servizio come infermiera nei lazzaretti da campo, assistendo i feriti al fronte nello Schleswig e in Boemia. La sua compassione e il suo coraggio le valsero il rispetto della comunità e dei colleghi. La svolta cruciale nella vita di Suor Augustine avvenne nel 1870, con il Concilio Vaticano I, che proclamò il dogma dell'infallibilità papale. Amalie von Lasaulx, profondamente convinta della sua spiritualità cristocentrica, rifiutò di accettare tale dogma, trovandolo incompatibile con la propria fede. Appoggiata da professori della Facoltà Teologica Cattolica dell'Università di Bonn, tra cui Bernhard Josef Hilgers, Franz Heinrich Reusch e Joseph Langen, espresse apertamente la sua opposizione. La sua posizione anticonformista portò alla sua rimozione dall'incarico di superiora nel novembre 1871. Già malata e debole, fu trasferita in una casa religiosa a Vallendar, dove le vennero negati i sacramenti a causa del suo rifiuto di accettare il dogma. Tuttavia, il sacerdote A. Hochstein, aderente alla fede vetero-cattolica, le amministrò segretamente i sacramenti sul letto di morte. Amalie von Lasaulx morì il 28 gennaio 1872, lasciando un'eredità di coraggio e fedeltà alla propria coscienza. Amalie von Lasaulx è ricordata come un'antesignana del movimento vetero-cattolico, il cui spirito di resistenza e fedeltà ai principi continua a ispirare i fedeli e i sostenitori di una Chiesa libera e indipendente da imposizioni dogmatiche. La sua figura è stata celebrata anche nel 2015, in occasione del bicentenario della sua nascita, con un'opera musicale composta da Uschi Geiger, eseguita a Coblenza.
Fonti
- Joseph Hubert Reinkens, Amalie von Lasaulx: Eine Bekennerin
- Christine Freiin von Hoiningen-Huene, Erinnerungen an Amalie von Lasaulx, Schwester Augustine, Oberin der Barmherzigen Schwestern im St. Johannishospital zu Bonn.
- LVR - Rheinische Geschichte: Amalie von Lasaulx
- Alt-Katholisch.net: Amalie von Lasaulx – Eine alt-katholische Bekennerin