10 anni fa. Il 30 ottobre 2014 il vescovo di Roma ha ricevuto per la prima volta nella storia i vetero-cattolici: nuovi disaccordi e progressi ecumenici

Vercammen papa Francesco

In un gesto storico-ecumenico, il vescovo di Roma ha accolto in Vaticano una delegazione della Chiesa Vetero Cattolica dell'Unione di Utrecht. È la prima volta nella storia che i palazzi vaticani ricevono ufficialmente i rappresentanti del vetero-cattolicesimo, nato nel XIX secolo come movimento di protesta contro il dogma dell'infallibilità papale proclamato dal Concilio Vaticano I.

Si afferma che l'incontro si sia svolto in un clima di rispetto e apertura reciproca, segnando un ulteriore passo avanti nel dialogo ecumenico tra la Chiesa cattolica-romana e quella vetero cattolica. Pensiamo però che il concetto cattolico-romano di ecumenismo sia molto differente da quello vetero-cattolico. Più volte il Vaticano ha dato evidenza che il dialogo ecumenico sia un tentativo di “convincere” piuttosto che di ascoltare e accogliere la diversità teologica e pastorale delle altre Chiese al suo pari. Questo approccio si configura di conseguenza come “assimilazione” più che di vera collaborazione, dando esplicita evidenza che Roma sia più interessata alla convergenza verso i propri principi che a una reale interazione tra pari.

Sicuramente il vescovo di Roma ha accolto i rappresentanti vetero-cattolici con parole di fraternità e comunione, sottolineando la necessità di lavorare insieme per superare divisioni e incomprensioni storiche.

"C’è sete di Dio. C’è un profondo desiderio di riscoprire il senso della vita. E c’è un urgente bisogno di una testimonianza credibile delle verità e dei valori del Vangelo. In questo, possiamo sostenerci ed incoraggiarci reciprocamente, soprattutto a livello di parrocchie e di comunità locali. Infatti, l’anima dell’ecumenismo consiste nella «conversione del cuore» e nella «santità di vita, insieme con le preghiere private e pubbliche per l’unità dei cristiani» (Unitatis redintegratio). Pregando gli uni per gli altri e gli uni con gli altri, le nostre differenze verranno assunte e superate nella fedeltà al Signore e al suo Vangelo"
(https://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2014/october/documents/papa-francesco_20141030_vescovi-veterocattolici.html)

Anche il vescovo vetero-cattolico Vercammen, ha espresso gratitudine per l'accoglienza, e ha ribadito che nell' "ecclesiologia vetero cattolica l’ufficio del Vescovo di Roma non ha una giurisdizione universale".

“Nella Dichiarazione di Utrecht, firmata 125 anni fa, continuiamo a riconoscere la posizione unica del Vescovo di Roma, il Papa, all’interno di tutta la Chiesa. Nella ecclesiologia veteroccattolica da allora, si è cercato di esplorare come questo ufficio possa svolgere il primato per le Chiese di tutto il mondo, come segno personale dell’unità che le Chiese locali condividono. Nella nostra ecclesiologia sottolineiamo il fatto che l’ufficio del Vescovo di Roma non ha una giurisdizione universale. Al contrario, riteniamo che il Vescovo di Roma, come primus inter pares, possa avere un’autorità morale più alta se inserita all’interno della sinodalità dei vescovi, che rappresentano le Chiese cattoliche locali”.

Nonostante il clima positivo, alcuni ambienti cattolico-romani conservatori hanno espresso preoccupazione riguardo alla decisione di ricevere i vetero-cattolici in Vaticano. Le principali divergenze riguardano questioni dottrinali come l'ordinazione femminile, la benedizione (superata dalla nostra Chiesa con il sacramento dello sposalizio) delle unioni omosessuali e l'interpretazione del primato papale, tematiche su cui la Chiesa Vetero Cattolica ha assunto posizioni più liberali rispetto alla Chiesa romana.

Alcuni teologi hanno espresso timori riguardo a un possibile relativismo dottrinale, sostenendo che il dialogo ecumenico non debba oscurare le differenze teologiche fondamentali. Tuttavia, i sostenitori dell'iniziativa ribattono che l'incontro non rappresenta un compromesso sulla dottrina, bensì un gesto di apertura e di accoglienza per favorire una maggiore collaborazione tra le due comunità.

L'evento sembrava essere un momento significativo nel lungo percorso di riconciliazione tra il cattolicesimo-romano e il vetero-cattolicesimo, confermando l' "impegno" del vescovo Francesco nel promuovere il dialogo tra le diverse confessioni cristiane. Seppure rimanevano divergenze e nodi dottrinali da sciogliere, l'incontro segnava una possibile apertura e un momento di ricerca di futuri percorsi comuni.

Molti osservatori sottolineano come il cammino ecumenico sia ricco di sfide, ma anche di opportunità. In un mondo caratterizzato da conflitti e divisioni, il dialogo tra le chiese può rappresentare un segnale di speranza e di riconciliazione, un richiamo a mettere al centro della fede il Vangelo e la comune testimonianza cristiana. Alcuni dicono "resta da vedere come si evolveranno i rapporti tra le due confessioni", noi evidenziamo che in dieci anni non ci sono stati passi ulteriori da parte della Chiesa di Roma. Se quello storico incontro poteva aprire la strada a ulteriori progressi nel dialogo ecumenico, ad oggi resta solo una delle solite promesse vuote: "l'unità non si costruisce negando le differenze, ma attraverso il rispetto reciproco e la ricerca di una comunione più profonda".

La Chiesa di Roma, vuole davvero una comunione più profonda? Allora lo dimostri! Se queste fossero percezioni del mondo indipendente, forse sarebbe utile che la Chiesa di Roma promuovesse un ecumenismo che metta davvero al centro il rispetto reciproco e il riconoscimento delle differenze, senza puntare a un’unità intesa come "sottomissione a un’unica autorità". I fatti però parlano chiaro: negli ultimi tempi si sono moltiplicati le prese di posizione diffamatorie da parte di numerose diocesi cattolico-romane contro quello che viene definito, in gergo vaticano, il fenomeno dei "falsi preti". Queste dichiarazioni, spesso molto dure, mettono in guardia i fedeli cattolico-romani dalla presenza di ministri che non appartengono alla Chiesa di Roma, ma che esercitano il proprio ministero (valido e legittimo) in altre chiese cattoliche. Molte chiese indipendenti hanno annunciato tramite loro comunicati l’intenzione di intraprendere azioni legali contro le diocesi cattolico-romane, accusate di diffamazione e discriminazione religiosa.